| Scommesse; leggi e normative |
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Le Scommesse sono regolate nella nazione italiana da Normative dell Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS). Chiunque esercita abusivamente l'organizzazione del giuoco del lotto o di scommesse o di concorsi pronostici che la legge riserva allo Stato o ad altro ente concessionario, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Alla stessa pena soggiace chi comunque organizza scommesse o concorsi pronostici su attività sportive gestite dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dalle organizzazioni da esso dipendenti o dall'Unione italiana per l'incremento delle razze equine (UNIRE). Chiunque abusivamente esercita l'organizzazione di pubbliche scommesse su altre competizioni di persone o animali e giuochi di abilità è punito con l'arresto da tre mesi ad un anno e con l'ammenda non inferiore a lire un milione. Le stesse sanzioni si applicano a chiunque venda sul territorio nazionale, senza autorizzazione dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, biglietti di lotterie o di analoghe manifestazioni di sorte di Stati esteri, nonché a chiunque partecipi a tali operazioni mediante la raccolta di prenotazione di giocate e l'accreditamento delle relative vincite e la promozione e la pubblicità effettuate con qualunque mezzo di diffusione. La legge 401/89, articolo 4, emanata per stroncare il fenomeno del totonero, è stata contestata più volte dai bookmakers stranieri. Al riguardo si rende necessario un sintetico riepilogo di quanto accaduto finora. Le prime scommesse a quota fissa vennero introdotte nel nostro Paese agli inizi degli anni ottanta da alcuni allibratori inglesi. Nel 1993, quando le proposte di gioco provenienti dall'estero stanno per superare l'asticella del business vero e proprio, comincia lo scontro giudiziario tuttora in corso. Il punto in oggetto di valutazione era il seguente: la legge italiana, con le restrizioni imposte violava i principi di libera circolazione dei servizi all'interno della Comunità europea: tale limite non era giustificato e quindi la norma italiana andava disapplicata. La Corte di Cassazione, sezioni unite, con sentenza del 6 Aprile 2004, continua a sostenere che la legge italiana non contrasta con quella comunitaria facendo riferimento alle norme di pubblica sicurezza. La diffusione del betting on line con la sua offerta di allibratori esteri non ha contribuito alla liberalizzazione del mercato, e la reazione dello stato italiano è stata quella del sequestro degli internet point adibiti a centri di scommesse. Sentenze su sentenze, confusione su confusione, e tanto caos. Si è addirittura arrivati alla clamorosa decisione di oscurare i principali siti esteri di scommesse un provvedimento che certo non contribuirà a migliorare la nostra immagine in Europa il tutto avviene nell'indifferenza generale dei mass media, teoricamente il mercato dovrebbe essere totalmente liberalizzato, con regole chiare e certe ed uguale trattamento per ogni singolo bookmaker. Nel 1998 il Coni ha attribuito tramite bando di gara un certo numero di concessioni per l'esercizio delle scommesse sportive in Italia. Tutto il territorio nazionale è stato invaso in modo quasi capillare da punti che quotano eventi legati principalmente a calcio, tennis e basket. Molte agenzie propongono anche il gioco sui cavalli che rappresenta uno dei comparti più redditizi dell'intero panorama dei giochi sportivi. Nel Maggio 2002 sono state varate nuove normative per consentire a chi scommette l'accesso al gioco telefonico e telematico. L'OnLine ha conquistato, nel corso degli anni, una enorme fetta di mercato. Per poter proporre questi nuovi servizi bisogna naturalmente disporre di almeno una concessione dello stato italiano. Questo aspetto ha attirato anche gli operatori stranieri, i quali sono entrati a far parte in quello che gli esperti considerano uno dei più interessanti mercati del mondo, le scommesse. |
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