| Come avvicinarsi alle Scommesse |
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Vi sono molti modi in cui ci si può avvicinare al mondo delle scommesse ad esempio per puro divertimento oppure in modo più professionale ma soprattutto evitando di sperperare denaro oppure con la convinzione di farne un secondo mestiere. Le scommesse sportive non sono dominate dalla fortuna anche se essa ha la sua incidenza, contano soprattutto abilità e conoscenza degli sports su cui si è deciso di puntare per questo l'atteggiamento dello scommettitore non deve essere passivo. Tentare la fortuna anche se con cifre modeste non ha molto senso, sarebbe come giocare al Lotto o al Superenalotto. Molte volte abbiamo sentito " anto se va male avrò perso solo 3 euro" magari detta da persone che non hanno mai vinto niente. Facendo un calcolo approssimativo, ipotizziamo 3 euro ogni 7 giorni per 50 settimane ed arriviamo alla cifra di 150 euro. Si tratta di un importo esiguo che però, utilizzato col criterio giusto, avrebbe potuto produrre esiti diversi. Intendiamoci, nessuno ha la bacchetta magica. Esiste però un criterio che si adatta perfettamente alle scommesse sportive: più qualità e meno quantità. Chi mette sul piatto in gioco 3 euro, per aggiudicarsi una somma discreta (diciamo 100 euro) deve inserire una lunga striscia di partite, magari anche facili. Nel numero, fatalmente, una gara salta quasi sempre. Oppure deve incastrare pochi eventi, ma tutti ben quotati. In questo modo, però, aumenta notevolmente il coefficiente di difficoltà. Se la stessa persona giocasse con minor frequenza, ma con maggiore sostanza, diciamo 15 euro per volta, paradossalmente, pur impiegando sempre 150 euro all'anno (quindi non intaccando il budget a disposizione), avrebbe molte più probabilità di successo. Vediamo perchè. Moltiplichiamo 15 euro x 1.80 x 1.90 x 1.90: ovvero 3 quote che potrebbero appartenere a partite non facilissirne ma nemmeno troppo disagevoli ed ecco raggiunto l'importo di circa 100 euro. Abbiamo adesso solo 3 selezioni e, con i ricchi palinsesti offerti oggi dai bookmakers, indovinare una tripla, almeno una all'anno, non dovrebbe essere il'rlpresa eccessivamente ardua. In questo modo, vi sarete comunque trastullati ed avrete ammortizzato al minimo le perdite. Riassumendo, per sfidare il banco con qualche probabilità di successo bisogna lasciare da parte fatalismo ed approssimazione. Puntare tanto per puntare non ha alcun senso e serve soltanto ad alimentare le casse dei vari bookmakers. Siamo comunque certi che questo prototipo di scommettitore, passato il periodo pioneristico, sia ormai in via d'estinzione. Tuttavia, per contrastare in modo più efficace gli allibratori, occorre essere propositivi e costantemente informati su tutte le discipline sportive oggetto di quotazioni. Tenendo sempre presente che i bookmakers temono principalmente chi gioca le singole e le triple. Soprattutto chi mette al servizio di queste tipologie di gioco cifre ragguardevoli. Coloro che ambiscono a fare delle scommesse una specie di secondo lavoro e, in taluni casi, anche l'attività primaria devono essere consapevoli che molta gente vantarsi di essere in attivo ma molti presentano passivo. Il betting exchange, senza farsi troppe illusioni, può dare qualche piccola garanzia in più. |
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